Perchè il Giappone ha più negozi di dischi di qualsiasi altro paese del mondo

Perché il Giappone ha più negozi di dischi di qualsiasi altro paese al mondo.

 

Per molte persone, i giorni in cui si vagava in un negozio passando in rassegna gli scaffali e uscendo con della musica in contenitori di plastica sono un ricordo lontano. In Giappone, invece, il cd la fa ancora da padrone. Nel mondo solo il 39 per cento delle vendite di musica riguarda cd e vinili fisici, mentre in Giappone la percentuale è doppia. Questo permette al Giappone di essere il secondo mercato musicale mondiale dopo gli Stati Uniti, con vendite per oltre 2,44 miliardi di dollari all’anno, buona parte delle quali riguarda i cd. A soddisfare la domanda sono seimila negozi di musica, secondo una stima dell’Associazione dell’industria discografica giapponese (Riaj). Per capire il valore di questa cifra, si pensi che gli Stati Uniti sono il principale mercato musicale al mondo in termini d’introiti, ma hanno solo 1.900 negozi di dischi, secondo Almighty Music Marketing. La Germania, il terzo mercato al mondo, ne ha solo settecento. Lo strano comportamento dei consumatori giapponesi è un tipico esempio della sindrome Galapagos, un’espressione commerciale che prende il suo nome dalla teoria evoluzionistica darwiniana. Questa spiega in che modo la geografia, la storia e la cultura di un paese possano generare un amore per una tecnologia che il resto del mondo ha praticamente dimenticato.

 

I fringuelli di Darwin

Nel 1835 Charles Darwin visitò l’Ecuador, portandosi a casa alcuni teschi di fringuello. Quel che desunse dall’osservazione di quei teschi avrebbe contribuito a formare uno dei pilastri della sua teoria dell’evoluzione. Quando questi uccelli si trovavano bloccati su un’isola, facevano rapidamente evolvere i loro becchi per adattarsi al tipo di prede che vivevano in quel luogo.

Come i fringuelli di Darwin, molti settori economici dell’arcipelago giapponese si sono sviluppati in modi e ritmi peculiari. Il Giappone, per esempio, possedeva cellulari dotati di macchine fotografiche, email e 3g alcuni anni prima del resto del mondo. Ma questo ha significato che il settore è rimasto legato più a lungo ai modelli di cellulare a conchiglia. La cosa ha avuto degli effetti sui mercati collegati alla telefonia, come il commercio in rete e il web design, visto che i siti erano progettati per gli schermi degli smartphone.

Qualcosa di simile sta succedendo nell’industria musicale giapponese. È stata lenta ad abbracciare i download e lo streaming digitale – che rappresentano l’otto per cento di tutti gli introiti musicali giapponesi, contro il 68 per cento negli Stati Uniti – nonostante l’accesso alla banda larga fosse quasi universalmente disponibile fin dal duemila. Il Giappone ha così dato vita a un suo mercato musicale e per decenni l’avversione al cambiamento dei suoi abitanti ha tenuto vivo uno status quo apparentemente bizzarro.

 

Mantenere le cose come sono

Il successo del cd in Giappone non ha niente a che vedere con il prezzo. A un costo medio compreso tra 23 e 29 dollari, i cd costano più del doppio che nella maggior parte dei paesi. I cd in Giappone sono soggetti a una legge che ne fissa il prezzo. Entrato in vigore nel 1953, il “sistema di mantenimento del prezzo di rivendita” permette ai proprietari di materiale protetto da diritto d’autore – musica, libri e riviste – di fissare un prezzo minimo di vendita al dettaglio per i loro nuovi prodotti. I consumatori giapponesi hanno pagato prezzi simili per decenni e continuano a farlo senza troppi problemi. “L’industria discografica preferisce le copie fisiche, più facili da controllare in termini di produzione, scelta del prezzo e distribuzione”, spiega Patric St Michel, un giornalista musicale che vive a Tokyo.

 

Luglio 2016.

L'incredibile Mu-so QB di Naim Audio

Mu-so Qb

Presentato al CES a Las Vegas, Mu-so Qb condivide lo stesso DNA del sistema  wireless Mu-so originario, tutto intuitivamente  creato in un cabinet compatto. Controllato da un potente cervello audio, Mu-so Qb è ricco si caratteristiche peculiari tutte progettate nei nostri laboratori di Salisbury, Inghilterra. È un vero gioiello di ingegneria sonora. Facile da controllare e da collegare, Mu-so Qb produce ben 300 watt per regalarvi la vostra musica con un suono che supera le sue piccole dimensioni.

Le sue avanzate possibilità di connessione includono Airplay, Bluetooth®/aptX®, Spotify Connect®, TIDAL, UPnP™ , Internet radio, USB, ingressi analogici e digitali, App Apple iOS e Android.  Potete anche combinare Mu-so Qb con altri sistemi Mu-so o con prodotti Naim streaming per godere delle possibilità del multiroom. Semplicemente sincronizzate gli apparecchi per poter sentire la stessa traccia nota-per-nota in tutta la casa (fino a 5 stanze).

Mu-so Qb sarà disponibile nella primavera 2016.

Bella prova di Dagogo sulla catena 47 Labs Midnight Blue

47 Labs Midnight Blue system Review

 

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47 Labs Midnight Blue system:
Lens II Speaker: $3,250 (read Review) Midnight Blue Integrated Amplifier Model 4736: $2,500 Midnight Blue CD Player Model 4735: $3,250 (read Review) *Midnight Blue Tuner Model 4730: $1,500 (read Review) 47 Labs OTA Cable Kit Model 4708: $800
Also read the 47 Labs Model 4733 Midnight Blue headphone amplifier/preamplifier/USB DAC Review

I’ve reviewed each component in this system except for the integrated amp, and I’ve lived with the system for a while. This review focuses on the sound of the whole system. The new Midnight Blue Series from 47 Labs has made the aesthetics a little more typical looking and don’t require outboard power supplies. Trying to appeal to a broader range of music lovers, I guess. Even if they look a little more typical of audio equipment on the outside the well known 47 Labs approach to minimalism and quality remains obvious on the inside.

Technically, the Lens II bookshelf speakers aren’t part of the Midnight Blue System, but they seem the perfect mate so I thought I would review the system with them. I chose to use the integrated instead of the power amp because by the time I got around to doing this review I had returned the preamp. Personally in a system this simple, I prefer the integrated.

The sound of the system in the all-important midrange was clear, clean, and transparent. The system did a very good job of letting music come to life. Voices were simply beautiful, and it handles male and female singers equally well. The amount of inner detail was not quite up to par with a great vinyl setup, but it was more than good enough and only sounded lacking by direct comparison. The top end was very extended and very smooth. The overall sound of the 47 Labs Midnight Blue System was simple, exceptionally musical with emotionally involving midrange and top end.

The bass of this little system was a nice surprise. I’m not saying they plunge into the depths of bass. Truth is the system doesn’t play all that deep, but the bass it has is surprisingly engaging. It had nice tone in the lower midrange and upper bass. It had a very nice sense of air in the bass area as well as the midrange and top end. I have heard several systems using a single five-inch driver that didn’t play bass as well. Still, I could get better bass by using my $6,500 Teresonic Magus speakers and I could get better bass from the Lens II using the Pass Labs XA30.8 amp. Still, I thought there was something very special about the overall sound of the system using all 47 Labs.

Voices sounded very natural on the system and that was equally true for female and male vocals. I point this out because so many small speakers add too much warmth to male voices, because of their mid-bass hump. I found the overall sound of the human voice to be very believable on this great little system. Likewise, trumpets, saxophones, and clarinets all had nice tonality and were very enjoyable. One of the things about using the Lens II speakers in this system is you get the characteristic, wonderful tonality of alnico magnet speakers. This allowed the system to play music with great tone and soul. It also contributes why the system is never bright or edgy sounding. With horns and woodwinds, they are on the side of warmth and may not have the very last word in bite. Still, the sound was nicely alive and communicated the music in a very enjoyable manner.

If you choose to set the system up with the speakers on stands then it’s ability to produce a believable soundstage is about as good as it gets. Set up right, the soundstage extends way beyond the speakers and the soundstage appears totally behind the speakers and very deep. It’s that kind of soundstage where non-audiophiles want to know where the speakers are that are playing or are the speakers firing out the back. You can also hear the air between the instruments and the space where the recording was made very well.

The good news is if you choose to set the system up on a bookshelf with the speakers also on the bookshelf, you still get a very nice soundstage and maybe the best bookshelf system I have heard.

The overall sound of the system surprised me. Just looking at the equipment and I wasn’t surprised that the sound was transparent, clear and fast. What I wasn’t ready for was how very organic and tactile it sounded. The 47 Labs Midnight Blue system had rich tonal colors and a wonderful ease to its sound.

This system has some very interesting applications. I’ve been using it in a small den upstairs with everything sitting in an entertainment center and the speakers on each corner of the same top shelve the TV sits on. I also set it up downstairs where I could put the speakers on stands and set them about 4 feet from the rear wall and well off the side walls. In both locations, the system performed superbly, but with different strengths and weaknesses. I can see many different people who would find this system addressing both their space needs at home and their musical taste.

I think if you look at the system’s individual parts the two source components are the ones that give you value well above their price tag. The little 4730 Midnight Blue Tuner is a real throw back to the world of really good analogue tuners. This only matters if you live where you can receive good FM radio.

Both source components are of medias that seem to be a dying breed. Still, you can get CDs and get them really cheap used. The 4735 Midnight Blue CD Player is an exceptionally musical digital source. If you are like me and listen to something like 98 percent vinyl this player is perfect for playing the music I can’t get on vinyl. It’s reasonably priced, takes up very little space and sounds amazing for a digital source. Also, I don’t have to put a computer in the system.

Conclusion

I have not tried to rewrite each of the reviews that have already been published. This review is more of a conclusion to all the 47 Labs Midnight Blue reviews. The closing thought I would like to leave you with is this: I have heard many systems that did not sound nearly as good as this one, where nearly every piece in the system costs more than this whole system including cables cost. Heck, most of those systems spent more on cable than the 47 Labs Midnight Blue system. Nuff said.

47 LABORATORY

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FEASTREX

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KONUS

Sead Lejlic, titolare della Konus audio, è il creatore dei diffusori Essence, elegantissimi ...continua